CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI. LA CAMERA APPROVA IL DDL DELEGA.

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Puntata di mercoledì 1° giungo, ore 15.00

Con l’on. Erica MAZZETTI (FI), relatrice del provvedimento nella Commissione Ambiente

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Lo scorso 24 maggio la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge delega per la riforma del Codice degli appalti, una delle più importanti previste nell’ambito dell’attuazione del Pnrr. Dopo anni di modifiche settoriali e di emergenza, finalmente i legislatore sta mettendo in campo una normativa organica volta a razionalizzare, riordinare e semplificare la disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

“Con questa nuova legge, frutto dell’ascolto dei corpi produttivi” – ha affermato l’on. Mazzetti – “archivieremo l’attuale codice del 2016 che ha reso impossibili i lavori pubblici, fuorché in deroga alla stessa legge”. Il ddl di riforma, che adesso passa al Senato per l’approvazione definitiva, entrerà in vigore entro la fine del 2023, motivo per cui – ha fatto notare l’on. Mazzetti – è necessario prevedere una normativa transitoria che agevoli l’attuazione del Pnrr.

Tra i principi e i criteri direttivi previsti nel ddl delega a cui il Governo dovrà attenere nella emanazione del decreti attuativi, si segnalano:

il perseguimento di obiettivi di coerenza e adesione alle direttive europee, attraverso l’introduzione o il mantenimento di livelli di regolamentazione corrispondenti a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse; il rafforzamento delle funzioni di vigilanza e supporto alle stazioni appaltanti dell’ANAC; riduzione numerica e riorganizzazione delle stazioni appaltanti afferenti sia ai settori ordinari che ai settori speciali (gas, energia termica, elettricità, acqua, trasporti, servizi postali, sfruttamento di area geografica); possibilità di procedere alla suddivisione degli appalti in lotti sulla base di criteri qualitativi o quantitativi, anche al fine di favorire e valorizzare le imprese di prossimità territoriale; semplificazione della disciplina dei contratti pubblici che abbiano un importo inferiore alle soglie di rilevanza europea; divieto per le stazioni appaltanti di utilizzare, ai fini della selezione degli operatori da invitare alle procedure negoziate, il sorteggio o altro metodo di estrazione casuale dei nominativi, se non in presenza di situazioni particolari e specificamente motivate; semplificazione delle procedure finalizzate alla realizzazione di investimenti in tecnologie verdi e digitali, nonché in innovazione e ricerca per la realizzazione di investimenti in innovazione sociale; introduzione di un regime obbligatorio di revisione dei prezzi al verificarsi di particolari condizioni di natura oggettiva e non prevedibili al momento della formazione dell’offerta, nonché dell’obbligo di inserimento nei bandi delle stazioni appaltanti del costo del rinnovo dei contratti nazionali di lavoro sottoscritti dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; obbligo per le stazioni appaltanti, di inserire delle specifiche clausole sociali volte a garantire la stabilità occupazionale del personale impiegato nonché le pari opportunità generazionali, di genere e di inclusione lavorativa per le persone con disabilità; obbligo per le stazioni appaltanti di ricorrere a forniture in cui la parte di prodotti originari di Paesi terzi che compongono l’offerta non sia maggioritaria rispetto al valore totale dei prodotti. Nel caso di forniture provenienti da Paesi extra Unione europea, devono essere richieste misure atte a garantire il rispetto di criteri ambientali minimi e dei diritti dei lavoratori, anche al fine di assicurare una leale concorrenza nei confronti degli operatori economici europei; è previsto il divieto di prestazione gratuita delle attività professionali, salvo che in casi eccezionali e previa adeguata motivazione; assicurare interventi di digitalizzazione e informatizzazione delle procedure di gara, dando piena attuazione alla banca dati nazionale dei contratti pubblici e del fascicolo virtuale dell’operatore economico e riducendo, ove possibile, gli oneri documentali ed economici a carico dei soggetti che partecipano alla procedura competitiva; in relazione alla stipula dei contratti, è stabilito che la stessa avvenga anche attraverso contratti tipo predisposti dall’Anac; è prevista la semplificazione della normativa primaria in materia di programmazione e localizzazione delle opere pubbliche, con particolare riguardo all’istituto del dibattito pubblico; è stato introdotto l’obbligo di sottoscrizione di apposite polizze assicurative per il personale interno alle amministrazioni di copertura dei rischi di natura professionale, con oneri a carico delle amministrazioni stesse, nel caso di affidamento degli incarichi di progettazione; è prevista la ridefinizione dei livelli di progettazione, ai fini di una loro riduzione, lo snellimento delle procedure di verifica e validazione dei progetti; rivisitazione e semplificazione del sistema di qualificazione degli operatori al fine di valorizzare i criteri di verifica formale e sostanziale delle capacità realizzative, delle competenze tecniche e professionali, dell’adeguatezza dell’attrezzatura tecnica e dell’organico, delle attività effettivamente eseguite e del rispetto della legalità e delle disposizioni relative alla prevenzione antimafia; individuazione dei casi nei quali si può ricorrere a meccanismi valutativi delle offerte mediante automatismi e la tipizzazione dei casi in cui le stazioni appaltanti possono ricorrere, ai fini dell’aggiudicazione, al solo criterio del prezzo o del costo, in particolare, è previsto che i costi della manodopera e della sicurezza siano sempre scorporati dagli importi assegnati a ribasso; possibilità di ridefinizione della disciplina delle varianti in corso d’opera e modifica dei contratti durante la fase dell’esecuzione; individuazione precisa delle cause che giustificano la stipulazione di contratti segretati o che giustifichino l’adozione di particolari misure di riservatezza; revisione del sistema delle garanzie fideiussorie per la partecipazione ed esecuzione dei contratti pubblici, con la possibilità di sostituire le stesse mediante l’effettuazione di una ritenuta di garanzia proporzionata all’importo del contratto in occasione del pagamento di ciascun stato avanzamento lavori; indicazione precisa dei contratti pubblici esclusi dall’ambito di applicazione delle direttive europee, nonché delle ipotesi in cui le stazioni appaltanti possano ricorrere all’appalto integrato; introduzione di vincoli per l‘individuazione delle ipotesi in cui è possibile ricorrere all’appalto integrato, tra cui: il possesso della necessaria qualificazione per la redazione dei progetti, nonché l’obbligo di indicare nei documenti di gara o negli inviti le modalità per la corresponsione diretta da parte della stazione appaltante al progettista o della quota del compenso corrispondente agli oneri di progettazione indicati espressamente in sede di offerta dall’operatore economico, al netto del ribasso d’asta; è previsto il divieto di proroga dei contratti di concessione, ad eccezione di quelli regolati dai principi europei in materia di affidamento in house; in merito ai contratti di concessione, con l’obiettivo di introdurre una disciplina specifica per i rapporti concessori riguardanti la gestione dei servizi di interesse economico generale, è prevista l’introduzione di una disciplina riferita alle concessioni in essere e non affidate con la formula della finanza di progetto, ovvero con procedure di gara ad evidenza pubblica secondo il diritto dell’Unione; sono previsti meccanismi sanzionatori e premiali volti a incentivare la tempestiva esecuzione dei contratti da parte dell’aggiudicatario; semplificazione delle procedure di pagamento da parte delle stazioni appaltanti del corrispettivo contrattuale, anche riducendo gli oneri amministrativi a carico delle imprese e previsione di meccanismi di accelerazione delle procedure di pagamento.

Buon ascolto…

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