“GIOCO PROIBITI”. UNA QUESTIONE FISCALE O MORALE.

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Puntata di giovedì 18 novembre, ore 12.30

Con il sen. Giovanni ENDRIZZI (M5S), vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico.

ASCOLTA IL PODCAST

L’industria del gioco in Italia vale circa 10 miliardi di euro all’anno. Una parte dei proventi che lo Stato ricava dalle tasse su questo comparto viene impiegata per aiutare le persone affette da disturbo da gioco d’azzardo. Esiste, inoltre, una forte correlazione tra le attività legate al gioco e la criminalità organizzata, specialmente riguardo al problema del riciclaggio di denaro.

Premesse, queste, che ci portano ad interrogarci sul ruolo che lo Stato dovrebbe assumere nella gestione e controllo di questo settore, laddove ( è bene ricordarlo) la linea di demarcazione tra gioco legale e illegale si sposta in base alle decisioni del legislatore. In altre parole, è legale il gioco regolamentato dallo Stato che porta dei proventi alle casse pubbliche; è illegale tutto ciò che rimane fuori dalla legislazione statale.

Ma il “gioco” è anzitutto un termometro sullo stato di salute della nostra società, e se da una parte è vero che la regolamentazione permette di controllare attività che diversamente sarebbero gestire dalla criminalità, dall’altra bisognerebbe riflettere sulla quantità dell’offerta messa a disposizione. In questo podcast abbiamo cercato di fare il punto della situazione con il sen. Giovanni Endrizzi, anche in vista dell’annunciata riforma nazionale del comparto giochi. Un contributo per riflettere su quelle che dovrebbero essere le priorità della politica su questo settore. Dal nostro punto di vista, la legge di riordino del gioco pubblico non dovrebbe avere come parametro di riferimento l’invarianza di gettito erariale e l’eventuale perdita di posti di lavoro, ma dovrebbe mettere al primo posto la tutela della salute pubblica e l’inclusione sociale.

Buon ascolto…

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