QUIRINALE 2022. DALLA COSTITUENTE AD OGGI

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Puntata di giovedì 3 febbraio, ore 13.00

PASSATO E PRESENTE, con Michele MERENDA, storico.

Con la partecipazione del senatore Marco PEROSINO.

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Il tredicesimo Presidente della Repubblica ha da poco giurato dinanzi al Parlamento in seduta comune. Nonostante ciò, si dibatte ancora sulla rielezione del presidente Sergio Mattarella, dal punto di vista dell’opportunità di conferire un secondo mandato settennale nelle mani della stessa persona. La nostra Carta costituzionale non vieta espressamente la rielezione del Capo dello Stato, tuttavia, nel tempo – come ci ha ricordato Michele Merenda – ben due diversi Presidenti della Repubblica, prima Antonio Segni e poi Giovanni Leone, inviarono un messaggio alle Camere per esortare il Parlamento a modificare il dettato costituzionale, inserendo un esplicito divieto di rielezione del Capo dello Stato. Due messaggi ignorati dalle Camere, che nemmeno iniziarono un’istruttoria parlamentare per dare seguito al monito dei Presidenti della Repubblica.

La prassi parlamentare ha agito secondo buon senso fino al 2013, poi, con la rielezione “ a tempo” del presidente Giorgio Napolitano, qualcosa è cambiato. Sono cambiati i tempi. È cambiata la classe politica. Il punto è: sarà quello di Sergio Mattarella un incarico che durerà fino a scadenza naturale, nel 2030, oppure quando cambierà il “vento politico” potrebbero esserci delle dimissioni anticipate per lasciare posto a qualcun altro? Dal discorso d’insediamento del presidente Mattarella, nulla si è evinto sulla durata del suo secondo mandato. Ad ogni modo, auspichiamo che il Parlamento, in grande sconfitto di queste elezioni quirinalizie, possa avviare una discussione sull’opportunità di rimettere mano all’articolato costituzionale che norma l’elezione del Capo dello Stato, dando attuazione ( con quasi cinquant’anni di ritardo) al monito del presidente Segni: “evitare il danno della continuità personale propria dei regimi ereditari, innaturale in un regime repubblicano”.

Buon ascolto….

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