STATO DI DIRITTO. SFIDE E CRITICITÀ PER LA UE.

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Puntata di martedì 9 novembre, ore 11.00

Con l’on. Alessandro GIGLIO VIGNA, capogruppo Lega nella Commissione Politiche dell’Unione europee della Camera.

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Lo scorso luglio la Commissione europea ha pubblicato la relazione 2021 sullo stato di diritto nella UE, incentrata sulla valutazione di quattro elementi fondamentali dei singoli Paesi membri: i sistemi giudiziari; i quadri anticorruzione; il pluralismo e la libertà dei media; nonchè questioni istituzionali connesse al bilanciamento dei poteri. Il giudizio complessivo della Commissione è stato positivo, tuttavia, specifica la relazione, permangono preoccupazioni relative ad alcuni Stati membri per quanto concerne l’indipendenza della magistratura, la libertà e il plurarismo dei media.

Da ultimo, la settimana scorsa, le Commissioni riunite Affari costituzionali, Giustizia e Politiche Ue di Camera e Senato, hanno svolto l’audizione del Commissario europeo per la giustizia, Didier Reynders.

Un punto cruciale della discussione sullo stato di diritto riguarda la c.d. condizionalità politica che è stata introdotta per poter accedere alle linee di finanziamento del NGEU. Questo scenario apre una serie di questioni.

Preservare la propria identità culturale e storica, va contro il progetto europeo?

I cambiamenti socio-culturali, specialmente in quei Paesi che per decenni hanno subito e vissuto la dittatura sovietica e che relativamente da poco si sono affacciati alla democrazia liberale europea, sono processi storici e politici che vanno supportati oppure vanno sollecitati attraverso la leva delle sanzioni economiche?

Inoltre, la leva dei finanziamenti può incidere sull’andamento delle elezioni nazionali, laddove il voto ai partiti che manifestano critiche alle politiche europee può essere considerato un fattore in grado di determinare la chiusura di linee di finanziamento, come ad esempio quelle del NGEU ?

A queste domande abbiamo cercato di rispondere con l’on. Alessandro Giglio Vigna, capogruppo della Lega nella Commissione Politiche della Camera. Il rischio è che la politica del bastone e della carota possa avere un effetto disgregativo del processo europeo, allontanando dall’Unione anche i Paesi dei Balcani Occidentali che aspirano ad entrare nella Grande famiglia europea e che sono contesi da Turchia e Cina.

Buon ascolto…

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